Con Zurrichiannu, che è la sua prima raccolta di versi, Michelangelo Grasso avvia un discorso ricco di implicazioni sul piano de contenuti e su quello della lingua ch, nel caso specifico, è il dialetto di Catenanuova, in provincia di Enna. In una trentina di liriche la voce del poeta si rincorre lungo una linea sempre più scarna alla ricerca della parola che consente alla materia lirica di espandersi nell'ambito che le è proprio in sintonia con la realtà che urge per essere rappresentata. In tal senso una mano viene al poeta proprio dal suo dialetto: un dialetto che, per tanti versi ancora "vergine", gli consente di instaurare tutte le connessioni possibili per portare allo scoperto memorie che non siano solo il pretesto di un ozioso vagabondare per lanciare oscuri messaggi o pulsioni che si accendono nei silenzi di una greve intimità.